| Carlo Adelio GALIMBERTI |
email home english version conferenze biografia mostre gallerie murali opere disponibili mostre a tema alcuni miei testi libri opere in esecuzione
Stagione 2007/08
INCONTRI
Sala del Bergognone
Associazione tra Amici della Basilica di Santa Maria della Passione
OMAGGIO A
MILANO
|
|
Incontro del 29 maggio 2008 - ore 17,30 Arte, fede e storia
|
Diciamolo con franchezza: il duomo di Milano ci è caro e lo ammiriamo più per l’affetto che gli portiamo che per le sue qualità artistiche. La cattedrale milanese è infatti il frutto di una miscellanea di stili che ha avuto il gotico come riferimento fondamentale, ma che è il risultato di una sovrapposizione di tecniche, generi e maniere stilistiche che si sono dipanate per quasi settecento anni, formando così una struttura che non ha nulla di originale.
Ciononostante l’imponenza dell’edificio, la sua storia e le sue straordinarie caratteristiche ne fanno uno dei monumenti milanesi di maggior attrazione.
È una costruzione che si è sovrapposta agli edifici dell’epoca eroica del primo cristianesimo milanese. In quel sito stavano infatti la basilica di Santa Tecla (basilica aestiva = estiva, IV sec. d.C.) e la basilica di Santa Maria Maggiore (basilica jemalis = invernale, IX sec. d.C. ). In mezzo a questi due edifici stava il Battistero di S. Giovanni alle Fonti (IV sec. d.C.), dove S. Ambrogio battezzò S. Agostino. Alle spalle di Santa Maria Maggiore sorgeva il battistero di Santo Stefano alle Fonti (V sec. d.C.), mentre nella zona sud dell’attuale duomo, in corrispondenza del transetto, sorgeva la piccola chiesa di S. Michele, subito demolita per far posto alle successive costruzioni.
È infine nel XIV secolo che si dà inizio alla costruzione dell’imponente edificio che sorge letteralmente addosso a quello preesistente di Santa Maria Maggiore, tanto che si continuò ad officiare nella vecchia basilica contemporaneamente agli sventramenti e alle sovrapposizioni della nuova.
Gli sviluppi successivi videro un alternarsi di proposte ed iniziative architettoniche che cercavano di adattarsi allo stile del tempo in cui vennero presentate. Nessuna di loro ebbe successo, riducendosi tutte ad assecondare il progetto gotico originario. Basti pensare che la facciata della basilica ha avuto il suo assetto definitivo solo nei primi anni del secolo XX, in pieno fiorire artistico delle cosiddette avanguardie storiche che per nulla sono presenti nell’edificio, per il quale si è voluto mantenere l’aspetto stilistico delle sue origini.
È, quella del duomo di Milano, una storia secolare, che racchiude aspetti di storia milanese (anche politica) e di valori di fede che testimoniano dello straordinario trionfo cristiano nei secoli che chiudono il Medioevo, come testimonia la famosissima reliquia del Santo Chiodo, un chiodo che si ritenne utilizzato per la crocifissione di Cristo che si vuole fosse incastonato nel morso del cavallo di Costantino, l’imperatore che con l’editto di Milano nel IV secolo, rese lecito il culto cristiano nell’impero.
Ma il duomo offre anche alcune curiosità come, per esempio, l’espressione popolare del “mangiare a ufo”, che deriva dall’iscrizione «A.U.F.» (ad usum fabricae) sui blocchi di marmo provenienti dalle cave di Candoglia che ne designavano la destinazione gratuita alla fabbrica del duomo.
Gli ultimi interventi nella basilica hanno visto il lavoro di artisti contemporanei per la realizzazione dell’ultima porta della chiesa. A questo concorso partecipò anche un artista come Lucio Fontana che con questo lavoro rivela tutta la sua maestria di scultore che parrebbe contraddire le audaci sue proposte artistiche con i suoi “concetti spaziali” degli anni successivi.
In ogni modo, nonostante le riserve espresse all’inizio, il duomo di Milano rappresenta uno degli aspetti del gotico europeo, anche per il convergere (caso abbastanza unico in Italia) delle maestranze di tutta Europa agli esordi della sua costruzione. La sua forma meno ardita rispetto alle cattedrali europee testimonia, se vogliamo, dell’italianità del progetto, che benché assorbisse le istanze artistiche nordiche, ne bilanciava le arditezze costruttive, rivelando così che la terra italiana che l’ospitava era comunque la patria della classicità e quindi della misura dell’armonia e della divina proporzione.©
è
consentito l'uso parziale di immagini e testi citando la fonte. Per altri utilizzi
consultare l'autore
torna
all'elenco delle conferenze
torna
all'inizio della pagina
email home english version conferenze biografia mostre gallerie murali opere disponibili mostre a tema alcuni miei testi libri opere in esecuzione